{"id":561,"date":"2015-11-10T18:31:31","date_gmt":"2015-11-10T17:31:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.insideout.io\/it\/?p=561"},"modified":"2015-11-10T18:31:31","modified_gmt":"2015-11-10T17:31:31","slug":"wordlift-3-0-una-breve-storia-semantica-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.insideout.io\/it\/2015\/11\/10\/wordlift-3-0-una-breve-storia-semantica-parte-2\/","title":{"rendered":"WordLift 3.0: Una breve storia semantica \u2013 parte 2"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Le classificazioni ci aiutano a trovare le cose cercate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il web ormai ha una quantit\u00e0 di contenuti tale da rendere impossibile l\u2019applicazione di schemi omogenei di classificazione per organizzare la conoscenza e renderla disponibile; a meno che non si rimanga all\u2019interno di uno specifico dominio (al giorno vengono pubblicati oltre 2.5 M di nuovi articoli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli schemi di classificazione sono strutture che usano entit\u00e0 e relazioni come informazioni aggiunte al contenuto e sono assimilabili a 4 tipi: gerarchica, ad albero, a faccette, per modelli di riferimento (o paradigmi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019immagazzinamento strutturato delle informazioni ha il fine ultimo di migliorare la conoscenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noi con WordLift 3.0 ci siamo posti l\u2019obiettivo di sviluppare un\u2019applicazione che strutturasse i contenuti per rappresentare contemporaneamente pi\u00f9 metodi di classificazione alle macchine: perch\u00e9 queste riescano ad organizzare i contenuti che vengono pubblicati nelle reti digitali in modo da renderle fruibili da molteplici punti di vista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerato l\u2019impasse in cui versavano le tecnologie semantiche introdotto nella <em><a href=\"https:\/\/blog.insideout.io\/it\/2015\/11\/04\/wordlift-3-0-una-breve-storia-semantica-parte-1\/\">parte 1<\/a> <\/em>, abbiamo in una prima fase di analisi escluso il mondo digitale come destinatario obbligatorio della nostra soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima attivit\u00e0 ci ha visti quindi volgere lo sguardo verso i sistemi di classificazione che l\u2019umanit\u00e0 ha usato per organizzare le conoscenze prima dell\u2019avvento del computer; per poi arrivare a considerare l\u2019evoluzione delle interfacce a faccette; le tecnologie che relazionano tra loro diversi ambienti web; e quale \u00e8 il consolidato sul web in merito agli argomenti considerati (interlinking con\u00a0dbpedia, freebase, geonames, e metodologie richieste dai motori di ricerca per classificare e pubblicare i contenuti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le risposte non sono risultate semplici da individuare; soprattutto perch\u00e8 la componente essenziale tecnologica \u00e8 in continua e perenne evoluzione. Nel libro\u00a0<em>Organizzare la conoscenza. Dalle biblioteche all\u2019architettura dell\u2019informazione per il Web\u00a0&#8230; <\/em>anche questo gi\u00e0 citato nel precedente post, ad un certo punto nel cap 2 vengono introdotte le <u>categorie <\/u>f<u>ondamentali<\/u>, cio\u00e8 quelle che accomunano pi\u00f9 <em>faccette<\/em> e sono valide per tutte le discipline. Sono introdotte dal matematico indiano\u00a0Shiyali Ramamrita Ranganathan che per primo intorno al 1930 parl\u00f2 di questa analisi consistente nello scomporre un argomento nelle sue componenti per poi ricomporlo secondo un codice. Lui scelse 5 categorie fondamentali: lo <em>spazio <\/em>e il <em>tempo <\/em>su cui tutti concordano; l\u2019<em>energia <\/em>che riguarda attivit\u00e0 o dinamismo e che nella semantica indica l\u2018azione\u2019; <em>materia <\/em>ad esempio di un materiale o sua <em>propriet\u00e0<\/em>; <em>personas <\/em>per indicare l\u2019oggetto principale di quel contesto anche se non \u00e8 una persona umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste categorie sono considerate astratte, ma noi le abbiamo comunque usate nel processo di design delle interfacce da sottoporre all\u2019utenza, ritrovandole integrate nel vocabolario <a href=\"http:\/\/www.schema.org\">schema.org<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il software WordLift \u00e8 direttamente collegato al vocabolario di concetti pubblicato in <a href=\"http:\/\/schema.org\/docs\/full.html\">http:\/\/schema.org\/docs\/full.html<\/a> che \u00e8 universalmente riconosciuto, composto ad oggi di circa oltre 1.200 voci raccolte in 9 categorie fondamentali: <em>Action<\/em>, <em>CreativeWork<\/em>, <em>Event, Intangible, Medical Entity,\u00a0Organization, Person, Place, Product.<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo novembre 2015 ci sono oltre 217 milioni di pagine (url) che contengono al loro interno un totale di oltre 6 miliardi di triple scritte attraverso il vocabolario schema.org.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">WordLift 3.0 \u00e8 un\u2019editor semantico che analizza il contenuto e suggerisce in automatico la metadatazione secondo le categorie del vocabolario schema.org che noi abbiamo, in un certo senso semplificato per l\u2019utenza, raggruppandole in questa prima fase sperimentale in 4 categorie fondamentali: <em>Who<\/em> (Person, Organization), <em>Where<\/em> (Place), <em>When<\/em> (Event), <em>What<\/em> (CreativeWork, Product, <em>Intangible<\/em>). L\u2019utente ha comunque la possibilit\u00e0 di aggiungere \u2018<em>n<\/em> entit\u00e0 a quelle suggerite dall\u2019applicazione che andranno a costruire un personale vocabolario interno all\u2019applicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La release successiva, che terminer\u00e0 la fase sperimentale in gennaio 2016, include la possibilit\u00e0 di variare l\u2019importanza tra le entit\u00e0 per dare corpo alla classificazione gerarchica e ad albero (questo attraverso l&#8217;utilizzo della\u00a0<em>mainEntity<\/em>\u00a0prevista da\u00a0schema.org per marcare gli articoli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per il futuro stiamo valutando l\u2019affiancamento della classificazione gerarchica\u00a0<em>Dewey<\/em>\u00a0(Dewey Decimal Classification), diffusa in tutte le biblioteche del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 l\u2019iter generale che ci ha portato a disegnare una soluzione dove tecnologie semantiche collaborano con le tecnologie di relazione per associare in automatico un set di metadati, o un grafo semantico, ad uno determinato contenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019individuazione degli sviluppi tecnologici e di servizio per l\u2019utenza non \u00e8 stato semplice, ma in compenso la maturazione e l\u2019affermazione della cloud Linked Open Data, nonch\u00e9 di dbpedia (freebase, geonames), \u00e8 stata fondamentale perch\u00e9 l\u2019editor WordLift 3.0\u00a0possa produrre\u00a0dataset riusabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le classificazioni ci aiutano a trovare le cose cercate. 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