{"id":478,"date":"2015-11-04T17:19:41","date_gmt":"2015-11-04T16:19:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.insideout.io\/it\/?p=478"},"modified":"2015-11-04T17:19:41","modified_gmt":"2015-11-04T16:19:41","slug":"wordlift-3-0-una-breve-storia-semantica-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.insideout.io\/it\/2015\/11\/04\/wordlift-3-0-una-breve-storia-semantica-parte-1\/","title":{"rendered":"WordLift 3.0: Una breve storia semantica \u2013 parte 1"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Nel mondo delle reti digitali quando si usa il termine generico <em>conoscenza<\/em> \u00e8 per identificare e giustificare tutte le attivit\u00e0 rivolte al miglioramento della raccolta e organizzazione dei dati. Di tutti i tipi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Migliorare la conoscenza \u00e8 possibile quando si rendono disponibili le informazioni per molteplici letture e relazioni al fine di interpretare la realt\u00e0, fantasticare sul trend, sull\u2019evoluzione, sul futuro possibile per poterlo in qualche modo controllare o dominare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei processi progettuali abbiamo un\u2019attivit\u00e0 necessaria, propedeutica in un <em>programma di progetto<\/em>, chiamata <em>individuazione dello scenario di riferimento<\/em>. In pratica si tratta di scoprire e assimilare i contesti che fanno da sfondo, o costruiscono la scena dove l\u2019oggetto dello studio come un attore si incastra a raccontare il perch\u00e9 del suo primo piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In informatica la conoscenza \u00e8 parte dell\u2019intelligenza artificiale. In questo settore viene (veniva) cercata l\u2019automazione mediante strategie per tentativi ed errori. Questa metodologia di disegnare lo <em>scenario<\/em> \u00e8 detta <em>Knowledge Representation<\/em> (wikipediaEN). Si tratta di un tipo di rappresentazione simbolica che aveva come limite la difficolt\u00e0 di relazionare pi\u00f9\u00a0<em>scenari.<\/em> Si evolve per colpa del solito Tim Berners Lee, tutt\u2019ora leader del WWW. Lui attraverso il W3C lancia nel 1996 lo standard XML che permette di aggiungere informazioni semantiche ai contenuti, e quindi metterli in relazione. E\u2019 l\u2019inizio del Semantic Web<em>, <\/em>con la possibilit\u00e0 di pubblicare insieme ai documenti informazioni e dati in un formato che consente l\u2019elaborazione automatica alle macchine.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cLa maggior parte del contenuto informativo dell\u2019odierno web \u00e8 progettato per essere letto dai soli esseri umani \u2026\u201d (<\/em>sempre Tim Berners Lee<em>) \u201ci computer non hanno il modo per processare il linguaggio di una pagina web\u201d.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Per web semantico si intende un web dove il contenuto \u00e8 strutturato perch\u00e9 i software possano: leggerlo, rispondere a domande e all\u2019interazione dell\u2019utenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Introduzione liberamente tratta da .. e <a href=\"http:\/\/speroni.web.cs.unibo.it\/doc\/owldl.pdf\">per chi vuole sapere di tutta la storia<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Introdotto il valore di qualsiasi operazione rivolta a sviluppare un sistema che in automatico predisponga e suggerisca una metadatazione da allegare al contenuto per renderlo leggibile alle macchine, rimane da capire e definire: quali sono i componenti di questa strutturazione, o metadatazione? Come estrarre i significanti da un testo uniformemente a prescindere dalla lingua? A quale tipo di categorizzazione ontologica, e quali relazioni devono essere attivate in un contenuto perch\u00e9 questo diventi parte di un semantic web <em>per tutti<\/em>? Ma soprattutto: come fare tutto questo insieme?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E qui tutto l\u2019ambiente di ricerca e sviluppo che ruota intorno alle tecnologie semantiche si \u00e8 come arenato. Crediamo che abbia influito alla creazione di questo impasse la mancanza di accordi tra i diversi percorsi scientifici necessari a realizzare una qualsiasi forma di standardizzazione; e anche per via delle differenze tra le lingue e del lessico, spinto dal web stesso e dalle tecnologie distribuite, verso una sorta di multilinguismo \u2018local\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerato l\u2019argomento e il contesto di questo post, meglio se compiamo un salto che dal 1986, nascita dei primi linguaggi di markup, passando per il 1998, definizione dello standard XML, ci porta ad oggi novembre 2015. Il salto lo abbiamo fatto, almeno parzialmente, con <a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/orhapa8\">una query<\/a> (di seguito descritta) su Wikidata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La strada che abbiamo intrapreso\u00a0(considerando che non c&#8217;\u00e8 nel nostro gruppo una competenza scientifica distribuita tra tutti i saperi che \u00e8 necessario consultare) \u00e8 compresa tra:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\">accettare che le tecnologie semantiche cos\u00ec come erano state pensate ed applicate non potevano soddisfare i nostri bisogni di far comprendere e ordinare i contenuti alle macchine;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">ridefinire il contesto in conseguenza dell\u2019affermazione culturale ed economica del mondo <em>open data<\/em> e della strutturazione dei dataset della cloud Linked Open Data.<\/li>\n<\/ul>\n\n<p style=\"text-align: justify\">Allora memori e come dettato dal logico, matematico e filosofo austriaco<span>\u00a0G\u00f6del<\/span> (amato anche nel mondo dell\u2019informatica) che affermava: non si pu\u00f2 comprendere un sistema da dentro il sistema stesso; per capirne qualcosa bisogna uscirne e osservarlo da fuori; abbiamo in un primo momento decostruito racchiudendolo in insiemi tutto quello che necessariamente avrebbe fatto parte della soluzione finale e successivamente ci siamo rivolti al mondo precedente quello attuale: il mondo analogico e come questo aveva affrontato e risposto ai problemi di organizzazione e classificazione di grandi quantit\u00e0 di \u201cconoscenze\u201d.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Una ricerca\/guida ci \u00e8 stata di grande aiuto (e ringraziamo per tanto gli autori): <strong><a href=\"http:\/\/lucarosati.it\/blog\/organizzare-la-conoscenza\">Organizzare la conoscenza: dalle biblioteche all\u2019architettura dell\u2019informazione per il web<\/a>\u00a0<\/strong>(Claudio Gnoli, Vittorio Marino e Luca Rosati)<strong>.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<h5>La query su Wikidata per\u00a0ricostruire la storia dei linguaggi di\u00a0markup<\/h5>\n<p>Di seguito la query che potete eseguire con <a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/orhapa8\">un\u00a0click<\/a>\u00a0(i risultati sono parziali perch\u00e9 abbiamo inserito solo i linguaggi\u00a0che in Wikidata hanno\u00a0la data di creazione valorizzata &#8211; questo valore \u00e8 espresso dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wikidata.org\/wiki\/Property:P571\">Property:P571<\/a>).<\/p>\n<pre>PREFIX wd: &lt;http:\/\/www.wikidata.org\/entity\/&gt;\nPREFIX wdt: &lt;http:\/\/www.wikidata.org\/prop\/direct\/&gt;\nPREFIX wikibase: &lt;http:\/\/wikiba.se\/ontology#&gt;\nPREFIX p: &lt;http:\/\/www.wikidata.org\/prop\/&gt;\nPREFIX v: &lt;http:\/\/www.wikidata.org\/prop\/statement\/&gt;\nPREFIX q: &lt;http:\/\/www.wikidata.org\/prop\/qualifier\/&gt;\nPREFIX rdfs: &lt;http:\/\/www.w3.org\/2000\/01\/rdf-schema#&gt;\n\nSELECT DISTINCT ?entity ?ml ?sl WHERE {\n ?entity wdt:P31 wd:Q37045 . # ?entity is a markup language\n ?entity wdt:P571 ?sl . # ?sl is the inception date of ?entity\n ?entity rdfs:label ?ml\u00a0. # ?entity name is ?ml\n FILTER(LANG(?ml) = \"it\") # ?ml is in Italian\n }\n ORDER by ?sl\n LIMIT 100<\/pre>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2026. <em>continua<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mondo delle reti digitali quando si usa il termine generico conoscenza \u00e8 per identificare e giustificare tutte le attivit\u00e0 rivolte al miglioramento della raccolta e organizzazione dei dati. 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